Trekking in Toscana: oltre le colline famose
· di Stefano Gabryel

Trekking in Toscana: le escursioni che, secondo me, valgono il viaggio

Quando si pensa alla Toscana, vengono in mente quasi sempre le stesse immagini: colline ondulate, filari di cipressi, vigneti che si perdono all’orizzonte. È una cartolina bellissima — e profondamente incompleta.

La Toscana che conosco io, dopo anni passati a percorrerla a piedi, è un’altra: montagne vere, laghi glaciali, foreste dove puoi camminare per ore senza incontrare nessuno, e pareti di marmo che in piena estate sembrano neve.

Centinaia di chilometri di sentieri segnati attraversano la regione, dalla costa al crinale appenninico. La maggior parte dei visitatori non li vedrà mai.

Questa non vuole essere una guida enciclopedica. È qualcosa di più semplice e più onesto: alcune escursioni che, secondo me, valgono davvero il viaggio — quelle che propongo a chi vuole conoscere la Toscana che non sta nelle cartoline.

Le escursioni che amo di più

L’Acquedotto del Nottolini, vicino a Lucca

Comincio da una camminata che non assomiglia per niente alla montagna. L’Acquedotto del Nottolini, costruito all’inizio dell’Ottocento per portare l’acqua dai piedi del Monte Pisano dentro Lucca, si allunga per quasi quattro chilometri: le sue 459 arcate corrono dritte attraverso la pianura in un modo che ti blocca a metà passo.

Niente dislivello, niente creste esposte, niente problemi di orientamento. Solo un sentiero tranquillo e senza fretta in aperta campagna, con una delle opere di ingegneria più spettacolari della Toscana che ti accompagna per tutto il tragitto. Funziona benissimo per le famiglie, per i fotografi e per chiunque voglia stare davvero all’aperto senza impegnarsi in una giornata di montagna.

Escursione in evidenza

Acquedotto Nottolini: tour privato tra ingegneria neoclassica e sorgenti sacre

9.1km distanza 50mt dislivello Facile difficoltà

Senza auto: cammina tra le 400 arcate dell’Acquedotto Nottolini, da Lucca in treno. Tour guidato fino alle ‘Parole d’Oro’. …

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Acquerino: la foresta dove il mondo sparisce

A mezz’ora da Pistoia, l’Acquerino è il posto dove torno quando ho bisogno di ritrovarmi. Due riserve confinanti che, sul terreno, formano un’unica, continua distesa di foresta protetta nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano: faggi e castagni, abeti di Douglas alti quasi un secolo, torrenti ovunque.

Qui puoi camminare per ore senza vedere un’anima. Ci sono anelli facili nei prati, perfetti per le famiglie, e percorsi che si addentrano nel bosco. Ne ho scritto a lungo nella mia guida alla Riserva dell’Acquerino.

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Riserva Acquerino-Cantagallo: tour privato nella foresta antica

9.5km distanza 350mt dislivello Medio difficoltà

Trekking privato guidato nella Riserva Acquerino-Cantagallo. Da Pistoia, Prato e Firenze. Lascia la folla, prenota ora!

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Il Lago Scaffaiolo, dove l’Appennino diventa alpino

Più a nord, lungo il crinale appenninico, c’è una destinazione che mi riporta indietro ogni volta: il Lago Scaffaiolo, un lago glaciale a 1.775 metri di quota. In Appennino i laghi d’alta quota sono pochissimi, e questo sembra davvero alpino — incastonato in un circo sotto la cresta, circondato da pendii ripidi e roccia esposta.

La luce qui, soprattutto al mattino presto, non somiglia a niente di quello che trovi più in basso. Per la fotografia di paesaggio è straordinaria. Serve una giornata impegnativa: metti in conto 5-7 ore e controlla bene il meteo, perché a questa quota le condizioni cambiano in fretta. Se arrivi dal versante emiliano, ne parlo nel mio articolo sul trekking al Lago Scaffaiolo da Bologna.

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Trekking privato al Lago Scaffaiolo: sentiero di cresta e visita in rifugio

9.5km distanza 370mt dislivello Medio difficoltà

Trekking privato al Lago Scaffaiolo: panorami a 360° sull’Appennino e sosta al rifugio. Tour da Pistoia, Lucca e Pisa. Prenota ora!

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Il Lago Nero, nascosto nell’Appennino pistoiese

Il Lago Nero è uno di quei posti che ripagano la fatica di trovarli. Il nome dice tutto: acqua scura e immobile, racchiusa da una foresta fitta, con un’atmosfera completamente diversa dalle creste aperte più in alto.

È un paesaggio più intimo, più raccolto. Meno scenografico dello Scaffaiolo, ma a suo modo più sorprendente. Ed è il genere di luogo dove la maggior parte dei turisti — anche quelli che camminano — semplicemente non arriva mai. Il sentiero non è difficile, ma sapere quale via prendere, e come orientarsi nel bosco, conta parecchio.

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Trekking privato al Lago Nero: faggete e bacino glaciale

8km distanza 450mt dislivello Medio difficoltà

Trekking privato guidato al Lago Nero, lago glaciale dell’Appennino. Da Pistoia, Lucca e Firenze. Guida certificata. Prenota ora!

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Le Alpi Apuane e la via di marmo del Corchia

Se l’Appennino è morbido e boscoso, le Alpi Apuane sono il suo opposto: guglie taglienti, ghiaioni bianchi, pareti che precipitano. Camminare lungo le vie di marmo del Monte Corchia significa attraversare un paesaggio costruito tanto dalla geologia quanto da secoli di lavoro umano — e poche cose in Toscana sono altrettanto spettacolari. Ne ho raccontato di più nel mio articolo dedicato al trekking nelle Alpi Apuane.

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Marmifera del Corchia: tour privato tra le cave di marmo delle Apuane

7km distanza 420mt dislivello Medio-Facile difficoltà

Trekking privato sulla Marmifera del Corchia, l’antica strada del marmo nel cuore delle Alpi Apuane. Da Lucca, Pisa e Viareggio. Prenota ora!

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La Svizzera Pesciatina, le colline che nessuno conosce

Tra Pistoia e la valle di Pescia il paesaggio cambia ancora: crinali boscosi che scendono in valli intime, piccole fattorie, castagneti e il silenzio particolare di una zona che riceve pochissimi visitatori. La chiamano “Svizzera Pesciatina” per un motivo. È un trekking lento per natura, fatto per chi è disposto a seguire sentieri che non sempre compaiono sulle mappe — e che ho raccontato nella guida al trekking nella Svizzera Pesciatina.

Qualche nota pratica, in breve

Non voglio appesantire questa pagina, ma tre cose contano davvero prima di partire.

Le stagioni. La primavera (aprile-giugno) riempie i prati di fiori e i torrenti di acqua di disgelo. L’estate (luglio-agosto) tiene fresche le quote alte mentre i fondovalle cuociono: parti presto. L’autunno (settembre-novembre) è la stagione più bella — temperature miti, colori straordinari e, per chi sa dove guardare, i funghi. L’inverno lascia accessibili i percorsi più bassi, spesso in completa solitudine.

I segnavia CAI. I sentieri di montagna italiani sono gestiti dal Club Alpino Italiano: il segnale standard è una banda dipinta bianca e rossa, con un numero per ogni sentiero.

Esempio di segnavia CAI

Nelle zone più frequentate — le Apuane, il crinale appenninico principale — i segni sono fitti e ben tenuti. Nelle zone più tranquille sbiadiscono, e ai bivi le cose si fanno ambigue. Non è una critica al CAI: tenere centinaia di chilometri di sentiero è un’impresa enorme. Significa però che saper restare orientati quando i segni mancano è una competenza vera.

Gli scarponi. Sentieri che sulla mappa sembrano dolci possono nascondere radici bagnate, pietre smosse e fondo irregolare. Per gran parte dei percorsi appenninici servono scarponi veri, non scarpe da trail.

Perché camminare con una guida del posto

La Toscana premia chi va oltre l’ovvio — ma in alcuni punti è meno indulgente di quanto sembri sulla mappa. Una guida del posto non serve solo a non perdersi: cambia il significato della camminata.

Marc Silber, in Advancing Your Photography, scrive dell’importanza di vedere davvero ciò che si ha davanti, invece di limitarsi ad attraversarlo. Con il trekking vale lo stesso. Attraversare un paesaggio e saperlo leggere davvero sono due esperienze completamente diverse — ed è esattamente questo che cerco di offrire.

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