Lo dico subito: se qualcuno ti dice “è una riserva per il birdwatching” e il tuo istinto è declinare con gentilezza, ti capisco.
Una volta la pensavo allo stesso modo.
Il birdwatching fa pensare a tre ore chiuso in un capanno, con gli occhi strizzati dentro un binocolo puntato su una macchia di canne, ad aspettare che qualcosa si muova. Fa pensare a un passatempo da pensionati pazienti, con ottiche costose e thermos pieni di tè.
L’Oasi LIPU sul Lago di Massaciuccoli mi ha fatto cambiare idea. Non perché di colpo sia diventato un birdwatcher convinto, ma perché il posto in sé è molto più interessante di quanto l’etichetta faccia pensare.
Cos’è davvero l’Oasi
Il Lago di Massaciuccoli è un lago costiero poco profondo, incastonato tra le Alpi Apuane e il Mar Tirreno, vicino a Torre del Lago Puccini. Fa parte del più ampio Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, lo stesso sistema di parchi che custodisce alcuni degli ambienti naturali più accessibili della Toscana.
L’Oasi LIPU è una porzione del lago e delle zone umide circostanti gestita dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli, il partner italiano di BirdLife), pensata in modo specifico per la conservazione degli habitat e l’educazione ambientale. È area protetta dal 1985.
Ma non è un museo né una mostra statica. È una zona umida viva, dove il paesaggio cambia con le stagioni, i livelli dell’acqua si spostano e gli abitanti si avvicendano in modi che rendono ogni visita diversa dalla precedente.
La riserva comprende:
- Un centro visite con allestimenti didattici
- Diversi capanni per l’osservazione disposti intorno al lago
- Passerelle e camminamenti rialzati tra la vegetazione di palude e acquitrino
- L’accesso in barca al lago vero e proprio
Perché non è noioso
Ecco cosa mi ha sorpreso alla prima visita, e cosa continua a riportarmi qui.
Gli uccelli sono ovunque, una volta che cominci a notarli
Come guida escursionistica passo la maggior parte del tempo tra boschi e montagne. Gli uccelli sono rumore di fondo, letteralmente. Li senti, ogni tanto vedi una poiana che volteggia, e tiri dritto.
A Massaciuccoli, invece, gli uccelli finiscono in primo piano. Non perché tu sia costretto a guardarli, ma perché l’ambiente te li mette davanti. Aironi immobili nell’acqua bassa, a tre metri dalla passerella. Cormorani che asciugano le ali sui rami secchi. Falchi di palude che scivolano radenti sui canneti. Martin pescatori, di un azzurro impossibile, che sfrecciano lungo i canali.
Nel corso delle mie visite ho osservato di persona ben oltre 20 specie. Qualche pezzo forte:
- Airone cenerino (Ardea cinerea): il cacciatore alto e paziente. Sempre presente, sempre d’impatto.
- Garzetta (Egretta garzetta): bianco brillante contro le canne verdi. Elegante e fotogenica.
- Airone rosso (Ardea purpurea): più difficile da avvistare del cugino cenerino; il piumaggio bruno-rossiccio si confonde con la vegetazione palustre. Presenza primaverile ed estiva.
- Falco di palude (Circus aeruginosus): un rapace che caccia radente sui canneti con battiti d’ala lenti e oscillanti. Una delle sagome in volo più riconoscibili in assoluto.
- Martin pescatore (Alcedo atthis): un lampo di azzurro elettrico. Un battito di ciglia e te lo perdi, ma quando riesci a vederlo posato è indimenticabile.
- Cormorano (Phalacrocorax carbo): grande, scuro, spesso colto nella caratteristica posa con le ali aperte ad asciugare.
- Tarabuso (Botaurus stellaris): raro, schivo, e uno degli avvistamenti più gratificanti che l’oasi possa offrire. Il suo richiamo profondo attraversa i canneti in primavera.
- Vari silvidi: usignolo di fiume, cannaiola, forapaglie; in primavera ed estate li senti di continuo.
Il lago ha registrato oltre 300 specie di uccelli da quando sono iniziate le osservazioni sistematiche. Ovviamente non le vedrai tutte. Ma anche una visita tranquilla di due ore, nella stagione giusta, regala avvistamenti che ti sorprendono davvero.
Le stagioni cambiano tutto
È questa la parte che fa di Massaciuccoli un posto a cui tornare, e non un’attrazione mordi e fuggi.
La primavera (marzo–maggio) è quando l’oasi si accende del tutto. Arrivano i migratori dall’Africa: rondini, silvidi, aironi che mettono su colonie di nidificazione. La vegetazione è fresca, la luce è buona e l’attività è al massimo. È la stagione migliore per chi viene la prima volta.
L’estate (giugno–agosto) è più tranquilla, ma non vuota. Gli uccelli nidificanti sono presenti con i piccoli. Il caldo può farsi intenso: meglio una visita di prima mattina che nelle ore centrali. La vegetazione è al suo massimo rigoglio, il che rende gli avvistamenti più difficili ma il paesaggio più scenografico.
L’autunno (settembre–novembre) porta la migrazione verso sud. Passano limicoli, anatre e rapaci. La luce vira su toni più caldi e i canneti diventano dorati. I fotografi adorano questa stagione.
L’inverno (dicembre–febbraio) è sottovalutato. Migliaia di anatre e altri uccelli acquatici svernano sul lago. Alzavole, fischioni, mestoloni, morette: la superficie dell’acqua può ricoprirsi di uccelli. E la vegetazione spoglia regala una visibilità migliore dentro i canneti, rendendo più facile scovare le specie più schive.
Ogni stagione offre qualcosa di diverso. Sono venuto a gennaio e mi sono ritrovato circondato dalle anatre. Sono venuto ad aprile e ho visto un falco di palude cacciare radente sui canneti mentre, nei canali sottostanti, gli aironi se ne stavano immobili. Ogni volta sembra un posto diverso.
Camminare lungo i sentieri del lago
Massaciuccoli non è solo questione di stare seduti nei capanni. Ci sono sentieri lungo la riva del lago e tra la vegetazione palustre, tenuti in ordine dai volontari, e percorrerli è un’esperienza in sé.
Non sono sentieri di montagna. Sono piatti, spesso su passerella, a volte fangosi. Il terreno alterna fondo morbido, assito di legno e argini rialzati tra i canali d’acqua. Il paesaggio è orizzontale: ampi orizzonti tra canne, acqua aperta e cielo.
Per chi è abituato all’escursionismo verticale di montagna, il cambio di prospettiva è interessante. Non guardi più in alto verso le cime. Guardi attraverso una distesa piatta in cui il cielo diventa il protagonista. Le formazioni di nuvole, i cambi di luce e i riflessi sull’acqua immobile diventano il vero spettacolo.
I sentieri ti portano vicino all’acqua e ai canneti in un modo che i capanni non possono offrire. Cammini a fianco della palude, con il fruscio costante delle canne, il tonfo delle rane, i richiami d’allarme delle folaghe. È un’immersione di tutt’altro tipo rispetto a una camminata nel bosco o in montagna.
La manutenzione dei volontari conta. Senza un lavoro regolare di pulizia e riparazione, questi sentieri sparirebbero in una sola stagione. Le canne crescono senza tregua, i livelli dell’acqua oscillano e le strutture di legno hanno bisogno di attenzioni continue. Il fatto che ci sia chi dedica il proprio tempo a tenere aperti questi camminamenti dice qualcosa sul valore di questo posto.
Il paradiso del fotografo
Devo parlartene, perché è evidente appena arrivi: Massaciuccoli è pieno di fotografi.
Non solo birdwatcher con lunghi teleobiettivi (anche se ce ne sono parecchi). Ci sono fotografi di paesaggio che lavorano sui riflessi e sui disegni delle canne. Macrofotografi a caccia di libellule e damigelle lungo i canali. Gente con il telefono, gente con il medio formato, gente che chiaramente passa qui più tempo di quanto sarebbe disposta ad ammettere.
Il motivo è la luce. Il lago crea un microclima tutto suo: foschia alle prime ore del mattino, riflessi piatti quando l’acqua è calma, controluce dorati tra le canne al tramonto. Il paesaggio orizzontale fa sì che il cielo sia sempre un elemento compositivo centrale.
Se ti appassiona la fotografia naturalistica in Toscana, Massaciuccoli è un ambiente fotografico molto diverso dai boschi e dalle montagne che frequento di solito, ma è altrettanto appagante.
Qualche consiglio pratico per chi fotografa:
- La prima mattina (le prime due ore dopo l’alba) e il tardo pomeriggio regalano la luce migliore
- Porta un obiettivo lungo se ce l’hai: 200 mm come minimo per i ritratti di uccelli, meglio ancora dai 400 mm in su
- Un treppiede è utile per le condizioni di scarsa luce dentro i capanni
- Calzature impermeabili: fanno la differenza, perché alcuni sentieri sono davvero fangosi
- I capanni hanno feritoie d’osservazione strette: controlla gli angoli prima di impegnarti con un’attrezzatura ingombrante
Alcune mie foto da Massaciuccoli
Tutte le immagini della galleria sono fotografie originali scattate da me.
Come arrivare: tra Pisa, Lucca e Livorno
Uno dei più grandi vantaggi pratici di Massaciuccoli è la sua posizione.
L’oasi si trova vicino a Torre del Lago Puccini, sulla riva del lago, più o meno equidistante da tre importanti città toscane:
Pisa è a circa 20 minuti d’auto, oppure raggiungibile in treno regionale fino a Viareggio e poi con una breve coincidenza. Se usi Pisa come base per esplorare la natura, e ti assicuro che è un’ottima scelta, Massaciuccoli aggiunge al tuo itinerario un’esperienza di tutt’altro genere.
Lucca è a circa 25 minuti. Il lago si trova al margine della provincia di Lucca, e abbinare una visita a Massaciuccoli a una camminata lungo l’Acquedotto del Nottolini o a un’altra gita in giornata dalle parti di Lucca regala una giornata piena, tra zona umida e bosco.
Livorno è a circa 40 minuti più a sud, lungo la costa. La combinazione di città di mare e zona umida lacustre ha senso come gita di una giornata, soprattutto se soggiorni sulla costa toscana.
Anche la vicinanza all’aeroporto di Pisa conta, per chi arriva dall’estero. Potresti atterrare a Pisa, guidare fino a Massaciuccoli ed essere a osservare gli aironi nel giro di un’ora. Poche riserve naturali in Toscana sono così accessibili da un grande snodo di trasporti.
Informazioni pratiche
Orari di apertura: l’oasi ha orari stagionali, in genere mattina e pomeriggio con chiusura nelle ore centrali. Controlla il sito della LIPU prima di andare, perché gli orari cambiano e la riserva chiude di tanto in tanto per manutenzione o eventi.
Biglietto d’ingresso: è previsto un piccolo biglietto. I soci LIPU entrano gratis o a tariffa ridotta.
Accessibilità: il centro visite e alcuni sentieri sono accessibili. Le passerelle sono in genere piane, ma a tratti possono risultare irregolari. I capanni d’osservazione hanno, nella maggior parte dei casi, un accesso senza gradini.
Tempo necessario: almeno due ore per percorrere i sentieri principali e visitare i capanni. Mezza giornata è meglio, soprattutto se vuoi fotografare o se vieni in periodo di migrazione.
Cosa portare:
- Un binocolo se ce l’hai (i capanni hanno buone linee di vista, ma il binocolo aiuta tantissimo)
- Calzature impermeabili: in inverno e in primavera sono indispensabili
- Repellente per insetti in estate: è una zona umida, e le zanzare se ne accorgono eccome
- Acqua e protezione dal sole: su alcuni sentieri l’ombra è poca
- Una macchina fotografica se ce l’hai: anche il telefono cattura l’atmosfera
Periodo migliore per la visita: la primavera (marzo–maggio) per la più ampia varietà di specie e la massima attività. L’inverno per il numero impressionante di uccelli acquatici. In estate, evita le ore più calde.
Un’esperienza di natura diversa
Io accompagno le persone tra boschi e montagne. Mostro loro funghi, salamandre, vecchie faggete e panorami dai crinali.
Massaciuccoli offre qualcosa che su un sentiero di montagna non posso ricreare: il mondo paziente e orizzontale di una zona umida, dove la fauna viene a te, se sei disposto a rallentare.
Non devi essere un birdwatcher per goderne. Non ti servono ottiche costose. Ti servono solo qualche ora, calzature adeguate e la voglia di stare fermo e lasciare che il posto si riveli da sé.
È uno dei segreti meglio custoditi della Toscana, non perché sia nascosto, ma perché la maggior parte dei visitatori passa accanto al lago diretta altrove, senza sapere cosa si sta perdendo.
